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Betún – una vita sulla strada UNO SPETTACOLO MUTO CHE VI LASCERA’ SENZA PAROLE


Betún – una vita sulla strada
UNO SPETTACOLO MUTO CHE VI LASCERA’ SENZA PAROLE
 
INGRESSO LIBERO 

Regia di Vene Vieitez
Con Cecilia Scrittore e Vene Vieitez
“4 sogni e 5 realtá di una vita di strada”
 
Betún é un bambino di strada, uno di tanti milioni, senza nessuno, senza niente. La sua storia é una poesia sul vuoto, che riesce a colmare di emozione il cuore del pubblico.
Teatro Strappato presenta un indimenticabile spettacolo di maschere senza parole, ma con un grande significato, una favola teatrale che si materializza e svanisce dinanzi al pubblico. Immagini portate e poi spazzate via dal vento, che lasciano ricordi indimenticabili.
 
 
100 milioni di bambini vivono nelle strade del nostro mondo, dei quali 40 milioni in America Latina, Betún é quella faccia scomoda che ci guarda negli occhi e diventa lo specchio magico che ci mostra il lato peggiore della nostra specie, Betún é 100 milioni di bambini invisibili ma con un volto, il volto peggiore della nostra umanitá.
Il lavoro di ricerca portato avanti da Teatro Strappato, durante il viaggio in Bolivia fatto all'inizio del 2016, sui bambini che vivono e lavorano nelle strade delle metropoli dell' America Latina, ha come frutto “Betún”, uno spettacolo senza parole ma che dice molte cose. Una maschera di cuoio che diventerá per un momento il volto di milioni di bambini. 
La prima dello spettacolo é in luglio del 2016, al Festival di Avignon Le Off.
     
IL TEATRO COME ATTORE SOCIALE
Il sociologo polacco Zygmunt Bauman definisce la societá del nostro tempo come liquida, in costante cambiamento di forma e contenuto. Tale cambiamento é comprensibile soltanto attraverso il dialogo costante tra la realtá e la sua interpretazione. Un dialogo vivo, sempre allerta, liquido, come uno spettacolo teatrale che ogni sera nasce e si sviluppa dinanzi al pubblico, incapace di restare indifferente a ció che accade fuori dal teatro. La nostra compagnia difende un Teatro contemporaneo nel senso di utile e necessario per i suoi contemporanei. Al di sopra di tutto il Teatro é comunicazione, di informazioni, sentimenti, sogni e incubi, un ponte tra gli esseri umani che riesce, in questo pianeta sovrappopolato, a mettere il pubblico nei panni di un anonimo bambino indifeso della periferia del mondo. Questo bambino diventa un amico e capiamo il suo dramma. Il Teatro ha la responsabilitá e l'obbligo di aiutare gli esseri umani a conoscersi nonostante le distanze, il Teatro deve essere un attore del vincolo sociale ed é con questo spirito e questa speranza che si deve aprire il sipario di un Teatro contemporaneo nel senso alto del termine.


pubblicata il 05 ottobre 2016

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